Non son colui che 'l tuo lezadro volto
guardando ogni altra cosa avia in oblio?
Non son colui che in terra per tuo idio
già mi dicesti aver eletto e tolto?
Qual impia sorte ha sì presto rivolto
altronde el cor che già si chiamò mio?
O fallace speranza, o van disio,
o quanto presto in ombra el sole è volto
Sarebbe mai che cambiato me stesso
avessi in tigre, ché 'l tuo grato aspetto
fugge da me, che par non sia quel esso.
Ma pel pegno che tien drento al tuo petto
fugge quanto tu sai, ch'io ti son presso
se non col corpo almen co l'intelletto,