Madonna gran merzé che, se permesso
non ci è da la fortuna impia e fallace
satisfar ciò ch'a l'uno e l'altro piace,
almanco in sogno a me venite spesso.
E quando io vi contemplo essermi appresso
qual nel sereno una apollinea face,
io sto in tanto gaudio, in tanta pace,
ch'al più suppremo ciel quasi m'appresso.
Unde, piacendo a voi così venire
et essendo al mio duol refugio tanto,
non voliate sì subito partire.
Perché qualor non mi vi veggo acanto,
perdo a un tratto, oppresso dal martire,
el sonno e voi e muto el gaudio in pianto.