Felice tempio, che per tuo destino
meritasti nel degno e santo giorno
esser dotato e più che gli altri adorno
d'un sì ardente e vago serafino.
Splendea più che piropo over rubbino,
tal che ciascun, maraveglioso e storno,
pensoso in vista si guardava intorno
a contemplar el bel lume divino.
Predicavasi alor che i ben perfetti
non so' in terra, ma in ciel per excellenzia,
pace, tranquillità, gloria e diletti.
Iove, per confermar questa sentenzia,
costei in ciel scelse fra gli spirti eletti
e lì mandolla a nostra experïenzia.