O quant'è cieco chi 'l suo mal non vede!
A che pur scrivi, a che imbratti le carte,
a che la penna, a che l'ingegno e l'arte?
Ché indolcir non si puol chi non ha fede.
Soccorso a chi non cura invan si chiede;
tu pensi in questo mondo un idol farte.
Che ti val più benigno ognor mostrarte?
Ché accorger ben ti puoi che non ti crede.
Vedi che 'l don che già ti fecce, in quanto
breve momento adpresso a sé el rivolse,
senza curarsi di tuo prece o pianto.
Assai bastò a·llei che 'l cor ti tolse;
or se gli brami sempre e chiedi tanto,
non per te sì be' fior Saffira colse.