Come se nuviletta s'antepone con tardo vento a lo splendor del sole, a poco a poco el suo lume ripone, divenne nel finir di tal parole
qual om che lauda un perso amato bene se poi chi 'scolta a pietà inducer vuole. Et io: Madonna, alor, dimmi unde viene che par si' trasmutata in un momento
di sommo gaudio in dolorose pene. Egli è pur ver ch'ogni mortal contento è com'un fresco fior nel freddo verno, che in quel ora che nasce in quel è spento.
Non puol–rispose lei–dolore interno troppo durar, che 'n fronte non si mostri, com'or per sperïenzia in me discerno. Inteso hai ben ne' lunghi parlar nostri
de la mia figlia el successo famoso dal dì che venne da' superni chiostri. Or udirai, se non ti fie noioso e 'l mio pianto el permetta, unde deriva
in me l'impalidir e 'l duol nascoso. Mentre che sua persona excelsa e diva m'era propinqua, io mi tenea beata, fra l'altre al mondo singulare e viva.
La sua dolce presenzia èmmi sì grata, che equal diletto a quel non ho sentito dal dì che 'n sì bel loco fui creata. Stavasi meco in questo ameno lito
fra suo' congionti e cari mei patrizii, tenendo el suo voler col mio unito, alzando le virtù, calcando e' vizii era sì grata che ciascun laudava
suo' virtüosi e celebri exercizii. E tanto el viver suo si divulgava fra nobili e signori in ogni parte, che veder sua efigie ognun bramava.
Io non potrei appien tutto narrarte el mio contento e sue opre lezadre in ben mille volumi e mille carte. Ora non so se stelle invide e ladre
o pur sua volontà, non già mie offese, l'hanno rapita a l'una e l'altra madre. Ché poco più è passato d'un mese, quando per farmi pien d'ogni mestizia
fece degno di sé altro paese, menando seco el fior d'ogni delizia, colei che 'l nome tien de la romana ch' al mondo exemplo fu di pudicizia.
Di singular virtù viva fontana, d'ogni bellezza una apollinea face, lezadra in opre e ne l'aspetto umana, prudente, acorta, ingegno perspicace,
tal che Madama posa in suo bel seno e ciò che piace a l'una all'altra piace. Se in sito più vago e più ameno ne fusse andata per maggior suo destro,
sarebbe sua ragione al mio duol freno. Ma luogo indegno, vil, rozzo e alpestro, dove omini non son ma gente incolta, abundante di inopia e di sinestro
hammi la gloria mia rapita e tolta, che quando attentamente in me ripenso bramo l'or mille volte esser sepolta. Quest'è cagion del mio duol grave e intenso,
questo m'ha fatto scolorir la faccia, questo ha indebilito ogni mio senso, questo ne le mie vene el sangue aiaccia, questo m'ha fatta palida e smarrita,
ché l'un contrario sempre el altro caccia. Poi che li piacque far da noi partita ho pianto sempre e piangerò ognora, per fin che la vedrò con noi unita.
Pensa se ho ragion pianger ancora, ché quel che già tant'anni ho desiato in un momento me ne veggo fuora. Né solamente a me gran doglia è stato,
ma a più genti assai danno e martire e el ciel, la terra e 'l mar se n'è turbato, perché, giugnendo el dì del suo partire, l'aria scurossi e 'l sol nascose el lume
e 'l cielo incominciò forte a fremire con densa pioggia e nebuloso fume, grandin, balen, saette in furia e sdegno, che fatta era ogni strada uno amplo fiume,
livido el mar e di tempesta pregno, Eol, sbarrate l'orride macerie, aveva ai venti restituto el regno. El ratto evento e subita intemperie,
che fino adesso ancor non scema o resta, sarebbe a recitar prolissa serie. Tal che in la mia solenne e prima festa, dove concorrer suol di ciascun clima,
essendo a tutto el mondo manifesta, chi per far mercanzia, chi spera e stima aver de' suoi error venia e ristoro (e questa al mio parer è cagion prima),
chi per vedere el mio ricco tesoro, e' superbi palazzi e ' sacri tempi, ornato l'un e l'altro a gemme e oro, chi e' mei patrizii a tutto el mondo exempi,
la justizia, el governo e santa legge, cose non viste a' nostri o altri tempi, chi per intender ben come si regge el regno mio e come ben s'accorda
la mia nobilità con l'altro gregge; unde per la stagion piovosa e lorda ogni om, quantunche vecchio e al mondo scorto, manco gente venir non si ricorda.
Non potea legno alcun venir nel porto, stavan di mala voglia e' vïandanti per non trovare el camin buono e scorto, doliensi gli artegiani e mercatanti
che la sua merce apien non si dispensa come soleva far negli anni avanti. Se avevan doglia le mie donne pensa, che per la pioggia e fastidioso fango
non potien visitar la bella Ascensa. Non ti maravegliar s'adunque piango! Doppio è el dolor, che mi par sì molesto, ch'aflitta quasi ormai vinta rimango.
Cagion è el suo partir di tutto questo, come inteso aver puoi nel parlar mio, al qual intendo ormai dar fine presto. Or ho in tutto pieno el tuo disio,
però ti vo' pregar pria ch'oltre passi che in qualche parte sia satisfatta io. Se mai per adventur tu arrivassi in quella parte ov'abita costei,
ferma per mio amore alquanto e' passi e narra a uno a uno e' dolor mei, pregandola umilmente che ritorni, come vuol equità, justizia e dei.
E di' s'avvien ch'a·cciò troppo soggiorni non mi ritrovarà qual prima fui, ma fie cagion di mei ultimi giorni. Qual ripien di dolor del danno altrui,
che s'apparecchia pensando in se stesso di condolersi et offerirsi a·llui, stav'io, e più da maraviglia oppresso, e con un grave e cordïal suspiro
era già la parola ai labri presso, quando in un tratto el sonno e lei fuggiro. Del quarto et ultimo capitolo del sogno questo è el fine
Cookies on Poetry Cove