Dal dì che per tuo immensa cortesia
benigna ti mostrasti agli occhi mei,
Lilia gentil, racontar non potrei
quant'è stata crudel l'angustia mia.
E se non fusse la clemente e pia
memoria di quel giglio, io già arei
mie ossa in polve e 'l spirto infra li dei:
ch'a lungo guerreggiar chi forte fia?
Era ogni musa mia da me smarrita
e quasi in tutto asciutto el mie Parnaso,
ché con dolor non è Minerva unita.
Ma la tuo letra, di dolcezza un vaso,
ha dato al fonte l'acqua, al corpo vita:
che 'l soccorso dal ciel placa ogni caso.