Già fui invidiato, or moro d'invidia,
non che l'altrui goder mi faccia intoppo,
ma che d'ogni mio ben sia sciolto el groppo
e fatto al mondo un altro re di Lidia.
Già era meco amore, ora perfidia,
già caminai correndo, or vo mal zoppo;
così interviene a chi si fida troppo,
al debil ramo è fortuita insidia.
Che val s'io chiamo al cielo e gli occhi forbo?
Ch'io scrivo in acqua e fo disegno in polve,
perché alor gode lei quant'io più intorbo.
Basso sto pur se ben la rota volve
e duolsi più un ch'ha visto esser fatto orbo.
Chi spera in lei di tal moneta solve.