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1503–1503

256

Filenio Gallo

Già fui invidiato, or moro d'invidia, non che l'altrui goder mi faccia intoppo, ma che d'ogni mio ben sia sciolto el groppo e fatto al mondo un altro re di Lidia.

Già era meco amore, ora perfidia, già caminai correndo, or vo mal zoppo; così interviene a chi si fida troppo, al debil ramo è fortuita insidia.

Che val s'io chiamo al cielo e gli occhi forbo? Ch'io scrivo in acqua e fo disegno in polve, perché alor gode lei quant'io più intorbo. Basso sto pur se ben la rota volve

e duolsi più un ch'ha visto esser fatto orbo. Chi spera in lei di tal moneta solve.

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256 · Filenio Gallo · Poetry Cove