Non ch'io creda mutar con prose o versi
quel ch'è sculpito in un marmoreo sasso:
questo a fortuna et a chi può più lasso,
ch' e' giusti preghi al ciel mai non fur persi;
ma per veder se 'l cor che già ve offersi
al mio consunto corpo afflitto e lasso
potessi racquistar, poiché nel basso
jace la fede e mie' disir dispersi.
Ahi, mondo falso, ahi, vana speme e stolta,
bestial voler di suo ruina ingordo
creder stabil tener quel ch'ognor volta!
Son privo, sì, ma ben vi fo ricordo
ch'un buon servo si prova una sol volta
e invan si grida aiuto a chi è sordo.