Umili, reverenti e pien di fede
rozzi sonetti e tu mia bassa rima
presto n'andate a chi fra l'altre è prima
di virtù e beltà, come si vede,
e ingenochiati al suo candido piede
dolce salutazion da voi se exprima,
dicendo che sol lei da me se extima,
se onora, si disia, s'apprezza e chiede.
E quando poi con la candida mano
vi prendarà, alor la pregarete
ch'un servo sì fidel non opri invano.
Statevi lì, né mai vi partirete,
servendo a·llei et io misero, insano
restomi qui ne l'amorosa rete.