Umil, suave letterina e cara,
scritta da quella man pulita e bianca,
di cui parlar saria mia lingua stanca,
lezadra, singular, benigna e rara,
quel lucido saffir che 'l mondo schiara
a me ti manda, perché sa che manca
la vita mia, se <s>pesso non l'infranca
con dolci scritti e con sua vista chiara.
Venisti a tempo, perché a terra oppresso
già ero da pensieri aspri et adversi
né disio di scampar m'era concesso.
Venghin pur or nimici impii e diversi,
ché sicuro è chi ha el soccorso appresso:
essi con l'arme et io sol coi to' versi.