Se un om per robba momentanea e frale
virtù, amici, onor spesso abbandona,
el proprio suo voler baratta e dona,
la vita ancor che si s'apprezza e vale,
che far si die per tesor immortale,
che su nel ciel ci risuspinge e sprona?
Qual richezza è maggior che aver corona
sublime a l'altre et a sé solo equale?
Segue, dunque Filen, la grazïosa
luce del tuo saffir, lassando indietro
l'ombra d'ogni men bella e cara cosa!
Alza la testa fuor del scuro tetro,
or che ti mostra el verde prun la rosa,
ch'ogni altra tuo speranza è in man di vetro.