Se sapessi in qualcosa aver errato,
benignamente chiederia perdono:
ch'ogni nobile spirto onesto e buono
perdona, a chi si pente, ogni peccato.
Ma inver non so che pur abbi sognato
mai cosa a voi discara, anzi, ov'io sono,
scrivo, penso di voi, parlo o ragiono
né ben alcun senza el saffir m'è grato.
Dunque butate ormai tal dubbio in terra,
cara Saffira mia, e pensarete
che contra sé nissun, cognoscendo, erra.
Perché noi siàn, come scritto m'avete,
duo corpi e un core e se fra noi fia guerra
io morirò e voi mal camparete.