Gonfio d'invidia el mar ch'abbi donato
di me el meglior a tua virtù divina,
l'altro mi volse tor con gran rapina,
come chi d'altrui ben sempre è turbato,
e tal ver me divenne infurïato
qual can quando a la pedra s'avicina;
turbido, tempestoso e con ruina,
come che traditor n'ebbe assaltato,
facendo a noi sì aspra e mortal guerra,
che più di mille volte dissi alora:
Acqua fie el mio sepolcro e non la terra.
Ma la cosa più degna più se onora:
però volse Colui che mai non erra
che dove è l'alma e 'l cor sia el corpo ancora.