Quando che Febo a noi suo luce fura
e lassa el mondo obscuro e tenebroso,
ogni mite animal si sta nascoso
perché de l'adversario ha gran paura.
Così rimase e più ombrosa e scura
la patria e noi quel giorno lacrimoso,
principio ai pianti e fine di riposo,
che fe' partenzia tua sacra figura.
Suspirò el cielo e pianse el tuo partire
con densa pioggia e sonorosi venti
e l'aier se obscurò per gran martire.
Piansi io e piango e pianseno altre genti.
O re del ciel, deh, dimmi che vuol dire
che fai spesso per un mille scontenti?