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1503–1503

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Filenio Gallo

Stella che puoi condur mie debil barca al disiato porto, in te dispiego le stanche vele e le mie braccia piego con l'afflitta alma di lamenti carca.

El nocchier dorme e fortuna non svarca; che tu lo allumi e svegli assai ti prego, perché fra scogli ormai già vinto aniego se in breve tempo a riva non mi varca.

Senza tuo lume infra dubbiosi passi, privo di speme e da orgoglio vinto, rotto mi veggo infra procelle e sassi, perché, dal falso error spesso sospinto,

trovo nel fin gli spirti afflitti e lassi: ché 'nvan si cerca aiuto ove gli è spinto.

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