La mia ignoranza o altro mio difetto
converte ' pensier miei in venti e fumi,
e gli alti monti e gli eccelsi caccumi
fa parer bassi al mio picciol aspetto.
Un mio libro vulgar con un sonetto
mandai per congregar con tuoi volumi,
e sono i versi miei come legumi,
rustici e grossi al tuo gentil affetto.
Ben cognosco al presente el mio errore
ché, essendo alle virtù quasi defunto,
dovrei più presto scrivere a' mie pari.
Supplico te per Dio sommo signore,
da poi ch'io son del mio fallo compunto,
che la indulgenzia alla colpa ripari.