Skip to content
1410–1484

XXXVI

Feo Belcari

La mia ignoranza o altro mio difetto converte ' pensier miei in venti e fumi, e gli alti monti e gli eccelsi caccumi fa parer bassi al mio picciol aspetto.

Un mio libro vulgar con un sonetto mandai per congregar con tuoi volumi, e sono i versi miei come legumi, rustici e grossi al tuo gentil affetto.

Ben cognosco al presente el mio errore ché, essendo alle virtù quasi defunto, dovrei più presto scrivere a' mie pari. Supplico te per Dio sommo signore,

da poi ch'io son del mio fallo compunto, che la indulgenzia alla colpa ripari.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXXVI · Feo Belcari · Poetry Cove