I' son la Carità, che son mandata
al successor di Pier, nostro signore,
da un suo amico e fedel servitore,
per confortarlo alla vita beata;
e sono a Roma tanto infortunata,
che io non trovo ancor chi per amore
mi guidi a' piè di questo bon pastore,
acciò ch'io possa espor la mia ambasciata.
Cagion del mio tardare è 'l miser mondo,
el qual sì poco estima la mia essenzia,
che non si cura ch'io vada in oblio;
ma tanto espetterò col cor giocondo,
che mi fia detto: «Vien nella presenzia
del nostro Cristo, in terra umile e pio».