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1410–1484

XXV

Feo Belcari

Prima che venga l'ultimo giudicio, quindici segni ciascun per un giorno appariranno, ognun di gran supplicio. El primo dì sarà el mare adorno

sopr'ogni monte ben quindici braccia e starà forte come muro intorno. El secondo parrà ch'abbia la caccia, e fuggirassi tanto sotto terra

ch'appena si vedrà ov'esso giaccia. El terzio dì ogni pesce diserra la bocca sua con muggito e dolore, che solo Dio intende la lor guerra.

El quarto dì verrà sì gran calore sopra dell'acque e sopra ogni mare che arderanno senz'altro liquore. El quinto dì di sangue fa sudare

gli arbori e l'erbe, e del cielo ogni uccello non vorrà più né ber, né manducare. El sesto ogni edificio fia scabello de' piè de l'omo per la sua ruina,

e correrà di foco un fiume fello. El settimo sarà ogni petrina divisa in quarto per percosse a vòto, ed ogni parte fa l'altra meschina.

E l'ottavo sarà gran terremoto, sì che le bestie e gli uomini cadranno in terra, non usando el proprio moto. El nono tutt'i monti torneranno

in polvere, e sarà la terra piana; valle e montagne più non si vedranno. El decimo parrà la gente insana, senza parlar delle caverne uscendo,

come le bestie ch'escon della tana. L'undecimo le sepulture aprendo, tutto quel giorno l'ossa n'usciranno e sopra' lor sepolcri star volendo.

El dodecimo giorno caderanno di ciel le stelle e spargeranno foco, come' vapori accesi del ciel fanno. El tredecimo ogni omo in ogni loco

morrà, in modo che l'alma diserra, e finirà el nostro mortal gioco. El quartodecimo arderà la terra e 'l cielo insieme, e fien purificati

dal foco gli elementi per tal guerra. El quintodecimo son rinnovati la terra e 'l cielo, e poi tutti li morti saranno vivi e da Dio giudicati,

chi nello inferno e chi nel cielo assorti.

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