Non giova il suon della lira d'Orfeo,
seguendo tu le tue stultizie inorme,
ma l'antiquo avversario, che non dorme,
fé cader già molto maggiore Anteo.
El tuo vecchio costume iniquo e reo,
al vizio pronto ed a virtù disforme,
più presto l'altrui sante e giuste forme
disfar potrebbe, che mutar suo neo.
Non che non possi tua voglia seguire,
ma 'l tuo matto pensier superbo e vano,
congiunto alla viltà di core infermo,
ti fa tra' ciechi in tal modo insanire,
che fuggi ogni tuo bene, e stai lontano
da chi ti sanerebbe di tal vermo.
Io ti giuro ed affermo
che se non lasci tue usanze prave,
presto in tal mar romperà la tua nave.