Sendo per me transita sesta e nona,
quand'io entrai ne' laürati regni,
cognobi i versi miei esser indegni
di laude o fama o di memoria bona.
Ma con quella scintilla, che ne dona
l'eterna luce a' nostri erranti legni,
vidi che ne' poetici disegni
la dizion longa e la corretta sona.
Ciascuna da natura è litterale;
se saltellando va come bertucciola,
già non son io, ma l'uso communale.
Ben prego voi con questa mia pennucciola
che la mia rima non abbiate a male,
perché sia vile e non vaglia una succiola;
nascondo e rincantucciola
da ora per non esser più traverso,
e nel dir vostro voglio esser sommerso.