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1410–1484

Niccolò Gesuato a Feo Belcari

Feo Belcari

Se veri sono, o Feo, tanti abiettivi delle sonore laude del tuo ingegno, quanti letti ho in carte, io ancor vegno a bever sitibondo a' dolci rivi.

Piacciati, prego, che' miei sensi privi non sien dell'acqua che sazia l'uom degno; ben che repulsa merti, come indegno, pascan mia povertà tuoi parlar divi.

Naturalmente l'uom desidra scire, e sempre sta lo intelletto affamato di cose che non sa poter udire. Cerco da te, perché fu ordinato,

recuperando l'uom dal Sommo Sire, che riposto non fu in pristino stato.

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