Solia Calïopè trar d'Elicona,
per gran saper de' laürati degni,
sì dolce e vaghe rime, ch'ogni segni
passâr sotto la figlia di Latona.
Né so se nuove Muse altra corona
ornan di novel mirto i varî ingegni,
acciò che quelle oscuri e questi insegni,
se poetando Apollo altro ragiona.
Onde, famoso spirto, chieggio quale
ragion consente che la rima sdrucciola
avanzi la süave e naturale.
E dite se scrivendo l'uso o mucciola,
però che tanto a me trattarla cale,
quanto scaldarmi al foco della lucciola.
Questa materia cucciola
schifâro i saggi, ché, lordando il terso,
una sillaba più fa lungo il verso.