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1410–1484

IV

Feo Belcari

Per non por freno al nostro primo fomite, con la ragion che tutti e vizî lania, l'alma si truova in tanta stulta insania, che Belzebub è suo signore e comite.

La mala usanza colle voglie indomite sempre lo tien siccome visco, o pania; le suo parole prave con zizzania gittan fetor più che vivande vomite,

di Dio nimico e d'ogni vero stoico, per contentar la gola e la libidine, che privan l'uom dell'etterno tripudio. Se ben comprendi il mio parlar non loico,

di non domare il senso abbi formidine, delle virtù seguendo il santo studio.

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