O divo ingegno, in cui natura e arte
tutte lor forze han poste in contemplare
la divina scrittura e speculare
i teolagi nodi in ogni parte,
ringrazia chi dal vulgo ti diparte
e che ti dona lume in dimostrare
gli alti segreti sanza dubitare
a chi ricorre a te o a tua arte.
Nel parvo mio intelletto un dubbio è nato,
il qual mi solverai con tua scïenzia,
perché son certo n'hai vero iudicio:
intender vo' se l'alma del dannato,
quando col corpo preso arà sua essenzia,
occupa loco nel dì del giudicio.