Supremo ingegno, elevato e sottile,
uman, benigno, discreto e perfetto,
colmato in gran virtù, di vizî netto,
sì che nessun ti si può dir simìle,
contemplator di Dio con fé virile,
di cor puro e sincero e grande affetto,
e d'un gran lume hai ripien lo 'ntelletto,
ma nol dimostri perché se' umìle.
Al peccator, ch'è ignorante e vile,
cattolico e devoto spirto accetto,
chiarisci quel che fé Ies- puerile;
poi che morì per lo nostro difetto,
e ritornò in ciel nel santo ovile,
gran cose far dové Dio benedetto.
Con molto mio diletto
mi sarà questo saper, Feo Belcari,
ché, da chi sa, sta ben ch'ogni altro impari.