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1410–1484

Ad Antonio di Guido

Feo Belcari

Dato che la mia man sia reprensibile di rizzar versi a tanta celsitudine, pur, conosciuta tua mansuetudine, scrivo per imparar, come uom docibile.

Per conservarmi in questo tempo orribile, mi son ridutto in villa in solitudine, ma, per meglio sperar beatitudine, compongo laude al nostro Idio invisibile.

Sol per aver delle rime notizia, ti mando questa impronta del mio conio, suplicando che emendi mie imperizia; perché di lei non abbia el nome erronio,

chiamar si fa della santa stultizia e va cercando el gran maestro Antonio.

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