Ecco, i' pur torno a gli occhi, ove mi sface
possente ardor, ch'indi si move e spira;
e come pur abbiamo spesso in ira,
ove è mia pena, ivi di star mi piace,
misero! e provo sol riposo e pace,
ove è chi l'arco ognor contra mi tira;
e colà l'alma il suo diletto mira,
ove l'ancide Amor crudo e fallace:
quasi semplice augel che corre al fischio
del cauto uccellator, dove ei gli ha teso
tra verdi fronde insidioso vischio.
Ma quei, sol una volta indarno offeso,
schiva poi cauto il periglioso rischio;
io torno, ohimè, sempre al mio mal più inteso.