Grillo, tu piangi, e dal tuo pianto spiri
ne gli altrui petti un sì soave canto
ch'alletta l'alme, dal terreno manto
partendo, alzarsi a li stellati giri.
Beate Muse, angelici sospiri
che fanno il peccator celeste e santo:
beato e tu, che fuor del vulgo tanto
t'avanzi, e intento a sì bel segno miri.
La tua dolce armonia non rompa mai
morso d'invidia, o rio tempo vorace,
e s'oda ovunque il sol spiega i suoi rai:
che per aver da Dio mercede e pace,
e salvi farci da' perpetui guai,
ne insegna ella la via destra e verace.