Sceso il tiranno Amor dal ciel là dove
manda il Lemine al dì l'onde correnti,
ardea, feria senza pietà le genti,
forte assai più che mai fusse egli altrove;
e Citerea, per obedir a Giove
che soffrir non potè tanti lamenti,
l'arco gli tolse e le facelle ardenti,
onde ei fe' già così famose prove.
Quando l'altier: — A che pur mi disarmi,
o madre, invan? ch'omai poco il tuo dardo,
poco il tuo foco può più gloria darmi.
Sol che Lavinia giri attorno il guardo,
gli umani cori, e sien pur ghiaccio e marmi,
spezzo e dissolvo, e 'l mondo e me stesso ardo.