Filli ingrata, empia Filli, or siemi avara
de' guardi tuoi, ch'ingiusta ira mi toglie:
segui pur quel Damon, che 'l frutto coglie
di mie fatiche, e seco arder impara.
Me Psiche, assai più che la stella chiara
che guida l'alba, nel suo grembo accoglie:
meco parte ella e tempra e passi e voglie,
Psiche, a me più che le mie luci cara.
Tu quella, ch'ora in lui tenera piuma
sponta dal mento, prezzi; ella in me il canto;
tu in lui beltate, ella in me loda amore.
Quel ch'a te piace sì, tempo consuma;
quel ch'a lei, dura in fin a l'ultime ore;
et io fui, come egli è, bello altrettanto.