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1523–1593

7

Erasmo da Valvasone

Allettarommi, donna, i vostri accenti; la man mi prese, et annodommi il crine; l'altre del viso poi beltà divine fur tanti nel mio cor dardi pungenti.

Gli occhi avventaro in me facelle ardenti; nel bel petto prigion fui chiuso al fine. Or di cotante mie pene e ruine, com'è ch'al ciel non sparga alti lamenti?

Ad arte tratto, preso, avinto stretto, ferito, arso, prigion, qual potestate fa che 'n tal stato anco io respiri e viva? Ciò sol dal gran valor vostro deriva,

col qual nascere in me d'ogni mal fate non doglia o morte, ma vita e diletto.

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