Ben fosti ingrato, Amor, ben fosti stolto,
quando girar vedesti a Morte fella
l'adunca falce in quel leggiadro volto,
né la cacciasti a forza di quadrella.
Bastava lo splendor quivi entro accolto
per far e Morte di pietate ancella.
Ma ciechi siam: non vide ella, non io,
ella tanta beltà, io il colpo rio.
Or come cieco ancor inerme e nudo
sei fatto senza i dolci lumi ardenti,
ch'a romper ogni adamantino scudo
de' freddi cor ti furo arme possenti!
Io 'l so, io 'l sento, et è il mio duol sì crudo,
che essendo in terra omai spariti e spenti,
con una donna, tutti gli onor miei,
anch'io m'invoglio di morir con lei.
Ma se mori con lei, chi fia più mai
ch'accenda l'alme d'amoroso zelo?
Fama e sembianza di quei chiari rai,
ch'or vive stelle son fatti nel cielo.
Dunque stelle si fan de' nostri guai,
e di là su fiammeggia il nostro gelo?
De la perdita vostra e vostro pianto
gode il Cielo, e n'acquista onore e vanto.