Morte, o Pona, t'ancise, e fu vendetta
di mille prede tolte, e mille offese
che le facesti, onde sdegnosa tese
contra te l'importuna empia saetta.
Duolsene Apollo, e poi che gli è interdetta
l'arte de l'erbe, egli la lira prese
e de l'ampia tua fama a le difese
incontro a la crudel mille alme alletta.
Ma te, lasso, non ha, ma te non ebbe
a far per te questo e quell'altro schermo,
onde a lei forza, et a lui doglia crebbe:
che nessun riparato il corpo infermo
meglio di te, né di te meglio avrebbe
posto il tuo nome in stato altero e fermo.