Tu se' passato, o gran GUARNELLO, al Cielo
con troppo presto e non pensato volo,
et hai lasciato in questo infermo suolo
a pianger noi il tuo corporeo velo;
l'alma non già, ch'accesa in santo zelo
una s'è fatta del beato stuolo:
onde non pur e l'un o e l'altro polo
rimira, e 'l sol, che ne fa caldo e gelo,
ma lo stesso fattor, lo stesso Dio,
nel cui vivo seren s'involve e spira
ogni ben nostro, e 'l fin d'ogni desio.
A lui move gli accenti, a lui la lira
tempra, che 'l mondo già sì dolce udio,
or al tempio in trofeo l'erge e l'ammira.