Ben poteva io, o Elettra, esser più lento
a far udir su l'Arno il tuo gran pianto,
s'altri devea di maggior prova intanto
farlo a noi chiaro con più dotto accento.
E ben puoi tu, col genitor tuo spento
lacrimar anco il tuo scemato vanto;
e 'l mondo teco, che sì nobil canto
aspettando pendea già tutto intento.
Ma tu, spirto sovran, c'hai voce e modi
da formar carme fortunato e degno
del sofocleo coturno, a che t'arresti?
Che, s'io precorsi temerario, al segno
non giunsi; et oh secondo a le tue lodi,
pur da lungi venir Febo a me presti!