Tu piangi, o Melchiori; e mentre versi
l'interna doglia in lagrimose rime,
dura membranza nel mio cor s'imprime,
che teco il riconforta ora a dolersi.
Ben soffri tu gran danno, ed io 'l soffersi,
che s'a te morto il Gosellini opprime,
oppresse a me il Pavesi, e fu sublime
questi e quei facitor di chiari versi.
Lagnomi teco, e tu meco ti lagna,
e si confonda l'un con l'altro pianto,
che soverchio nel sen s'accoglie e stagna:
forse anco il suon del nostro flebil canto
verrà là, dove il ciel ambi accompagna
e per noi pregheran quivi altrettanto.