Nobil alunno de le Muse, ascolta,
fatto compagno de gli spirti santi,
da quel celeste albergo, i nostri pianti,
che tutta Italia a lagrimarti è volta.
L'occaso tuo di nebbia oscura e folta
copre Parnaso, e son spenti i suoi vanti,
che per te fur così celebri avanti:
la sua gloria maggior teco è sepolta.
Amor d'intorno a la tua tomba l'ale
battendo gira, e con ondoso rivo,
che versan gli occhi, le facelle estingue;
te morto, nullo omai stato il distingue
da l'umane miserie, e lui mortale
fe' lo stesso destin che te fe' vivo.