Re, chiaro lume al nostro secol nato,
cui regal senno feo di scettro degno,
et eroico valor diede aver regno
e regger scettro a regi alti negato;
così guidi dal ciel benigno fato
i gravi tuoi pensier tutti ad un segno,
come il mondo non ha di virtù pegno
che più pregi, o più merti esser lodato.
Per te nel freddo clima in dura parte
sorge la pianta, ond'han nobil corona
i seguaci d'Apollo e quei di Marte:
onde Sarmazia tua verdeggia, e suona
dove il sol a noi riede e da noi parte,
cantando il nome tuo tutto Elicona.