Se fra i rumori e 'l fulminar di Marte,
il mormorio del mar e le procelle,
e l'importune ciurme, a l'alte stelle
che mandan gridi, e 'l gemer de le sarte,
unqua del breve dì vi lascian parte,
magnanimo Signor, queta et imbelle,
non v'incresca piegar gli occhi da quelle
sublimi cure in queste umili carte.
Così il gran Mario sanguinoso e fero
le sue lodi ascoltò cantando Archia;
Scipio se stesso udì d'Ennio ne' carmi.
Et io (se nol mi nega Atropo) spero
più temprar alto un dì la lira mia
e dir di voi gli alti trionfi e l'armi.