Signor, c'hai Febo al tuo desir sì largo,
che puoi spesso agguagliar coi dotti carmi
il maggior Tosco, e chi di Troia e d'Argo
altamente cantò gli amori e l'armi;
i' bramai già di trasformarmi in Argo,
mentre l'Alba vid'io, che i freddi marmi
mollisce e 'nfiamma, ed or lagrime spargo
lunge dal sol, che sol poria bearmi.
S'Amor, che l'ali de la mente impiuma
ai fidi amici suoi, non apre il varco
ond'io ritorni al dolce albergo amato;
pria che di bianca neve orrida bruma
m'asperga il crin, del fral terreno incarco
sgraverà l'alma innesorabil fato.