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1523–1593

16a.

Erasmo da Valvasone

Signor, c'hai Febo al tuo desir sì largo, che puoi spesso agguagliar coi dotti carmi il maggior Tosco, e chi di Troia e d'Argo altamente cantò gli amori e l'armi;

i' bramai già di trasformarmi in Argo, mentre l'Alba vid'io, che i freddi marmi mollisce e 'nfiamma, ed or lagrime spargo lunge dal sol, che sol poria bearmi.

S'Amor, che l'ali de la mente impiuma ai fidi amici suoi, non apre il varco ond'io ritorni al dolce albergo amato; pria che di bianca neve orrida bruma

m'asperga il crin, del fral terreno incarco sgraverà l'alma innesorabil fato.

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