Borghesi, il dio che 'n te piove sì largo
dei doni suoi, troppo a me scarso, darmi
altro di suo non volle, che dal margo,
per più mia sete, il suo fonte mostrarmi.
Onde, se ben talor lo stile allargo,
mal posso a dir de la mia donna alzarmi,
a cui né 'l suon, di chi sul legno d'Argo
cantò agli eroi, poria vicino farmi.
Forse il tuo, sì; che, mentre ti consuma
acerbo duol di quelle piaghe carco,
ond'anch'io sanguinoso ho 'l manco lato,
s'avanza sì, che non fia che presuma
Amor di poter mai tanto con l'arco,
per romper di pietade un cor gelato.