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1523–1593

103a.

Erasmo da Valvasone

È tal de la tua Musa, Erasmo, il pregio, che o pinger Delia in caccia, o in guerra Marte voglia, ben può lasciar vinta in disparte qual altra s'abbia di più nobil fregio.

Calci pur l'umil socco, o vesta il regio coturno, in ogni guisa e d'ogni parte n'averà grido sì bel, che mille carte pregiate ancor cader farà in dispregio.

E qual d'Enea Virgilio, e qual Tibullo , di Nemesi scrivendo e di Neera, splendono, e qual di Lesbia il mio Catullo, tal fia chiaro il tuo nome in ogni schiera

di cigni, e in ogni età, se di trastullo canti non men che di materia altera.

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