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1839–1875

SULLA TOMBA DI I.U. TARCHETTI

Emilio Praga

Nato pel cielo, e tutto in quello assorto, spirto in esilio sulla nostra mota — spirto creato per fulgere — e morto come un ilota!

Anima invasa da beati inganni, milite sacro ad una santa guerra — milite già vincente — ed a trent'anni posto sotterra!

Gentile e casto e intemerato ingegno, amico nostro... se dal Fato assolto, tu ci potessi, dal carcer di legno, sporgere il volto!...

Se questa terra diventasse vetro, e il tuo tramonto diventasse aurora, forse ameresti tu... povero spetro! la vita ancora!

Oh! la ameresti ancor! Ti sovverresti unicamente degli amici buoni; dei nostri viaggi pe' sentieri agresti, delle canzoni!

Del focolar con cui spesso, nel verno, si viveva del prossimo in disparte, rimescolando fra di noi l'eterno tema dell'arte.

Rammenteresti il dì, quando s'andava passeggiando e sognando in compagnia!... E in tutto e in tutti il tuo pensier trovava la poesia.

Riameresti la vita, Ugo! — la vita che per te fu battaglia e fu vittoria! Veh! la tua fronte austera oggi è colpita da un po' di gloria!

Né il triste e dolce cammino interrotto rimpiangeresti... e la precoce meta, se tu leggessi come noi: “Qui sotto dorme un poeta”.

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