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1839–1875

SUI MONTI DI NOLI

Emilio Praga

Oh chi dirà la gioia che sentii stamattina volar dal labbro d'una contadina! Scendea dalla montagna

in sottanetta bianca, cantando a tutta gola una gaia parola, e ripetendola

in ritornelli scuciti e belli. Era una canzonetta che parlava d'amore,

chiesto e richiesto ai petali d'un fiore: e un fior pareva anch'ella l'allegra cantatrice: robusti quindic'anni

sfidatori d'affanni, treccie nerissime, e occhietti fini, ed assassini!

Ma sparve dietro un tremulo bosco di antichi olivi, e la cadenza dei suoni giulivi anch'essa, a poco a poco,

fra i rami si perdette... Oh dolce cherubino risali il tuo cammino, oh torna, e sèguita

la canzonetta, o forosetta! Ma là, sul lido candido, ahi! forse, o bricconcella,

ti aspetta nella nota navicella ansioso un giovinetto; e tu corri a portargli due begli occhi d'amore...

begli occhi, e buon umore; oh a lui propizia sia l'onda amara, se gli sei cara!

Ma, se pur sogna i placidi beni di quiete porte, ch'io vo' cangiar la mia colla sua sorte digli, fanciulla bella;

egli sarà pittore, ed io sarò nocchiero, ma ti amerò davvero, e sull'oceano

ci culleremo, con vela e remo!

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