— O del mio mesto april rondine cara,
vieni a volar nella stanzetta mia,
quando l'arte, di amplessi ahi! troppo avara,
del disinganno vittima mi oblia!
Vieni e vedrai, specchio di un tuo sorriso,
la tavolozza mia tutta splendore,
e sentirai, commosse al dolce viso,
le fosche tele sussurrar d'amore... —
Ma, ahi lasso! la gentil mia rondinella,
è una debole, trepida fanciulla,
che, sebben come un angelo sia bella,
fu senz'ali posata entro la culla;
e quando esce di casa a far mazzetti
della viola sui margini odorosa,
e a sospirar nei placidi boschetti
il dì che intrecci ghirlanda di sposa:
non vola, no, libera in mezzo al cielo,
ma preme il suolo, e a colmo di sventura,
la madre ha accanto che le abbassa il velo,
e la dilunga ognor dalle mie mura.