Se tu fossi seduta al fianco mio
quando pesa su me l'irrevocabile
odio d'Iddio;
se vedessi i tuoi cari occhi profondi
quando, al vuoto del cor, mi sento un esule
di tutti i mondi;
se la fanfara delle tue parole
mi profumasse di giranii e viole
questo povero petto
che sospira all'odor del cataletto...
o donna buona, o fonte d'allegrezza,
o virtù, mansuetudine, e dolcezza,
giuro al demone mio che, per morire,
non mi vorrei pentire,
non cercherei l'estremo sacramento,
non farei testamento,
per morir colla mia sulla tua faccia,
e all'inferno volar dalle tue braccia!