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1839–1875

RONDINI

Emilio Praga

Tacea da quattro aprili il nidicciuolo dove, fanciullo, il volo delle garrule rondini mia madre insegnommi ad amare.

Nel sessantuno ritornò dal mare solo l'alato padre; si accovacciava nel nido ogni sera e tal sciogliea nell'aria

la canzon solitaria, che davver somigliava una preghiera. Egli piangeva l'amica diletta sepolta sulla vetta

di una qualche piramide d'Egitto; e certo, nel tragitto di quell'ottobre, gli mancò la lena, al pensier di trovarla disseccata

sulla cocente arena! Uno stormo però di rondinelle vispe, piccine e belle, quest'anno ancora alla gronda ospitale

venne a raccoglier l'ale, seminando un pispiglio interminato; del povero annegato credo saranno i bamboli innocenti

e i prossimi parenti che ritornano, orando, al patrio nido, per celebrare come meglio ponno gli antichi amor del nonno.

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