Primi rancori, puerili pianti,
capitomboli miei sul pavimento,
rabbuffi delle serve intolleranti,
e fiabe delle mie notti sgomento;
giocatoli calpesti, e vetri infranti,
alfabeto del mio labro tormento,
schiaffi delle maestre, e pensi erranti
sui scartafacci, ancora io vi rammento.
Fiuto ancor della cattedra l'odore,
risento il gelo delle vaste scuole,
e riveggo il bidello e il professore...
Oh memoria crudel, spina del cuore!
E dove sono il volto e le parole
dei primi amici, e del mio primo amore?