La bella neve! scendete, scendete,
leggiadri fiocchi danzanti nei cieli;
come perluccie coprite, pingete
i tetti, i tronchi, la mota e gli steli.
Dacché l'ottobre, soffiando, spruzzando,
ingiallì tutta la vasta campagna,
fuor da' miei vetri, ove, fievole urtando,
la farfalluccia del freddo si lagna,
mi morîr cinque di rosa arboscelli,
e spirò l'anima a Dio la violetta;
senza l'ammanto di viti i cancelli
sembran soldati disposti in vedetta.
Pur questa notte una mano furtiva
l'innaffiatoio rubommi in giardino!
(Se fu per fame che alcun lo rapiva,
Iddio nol vegga l'agreste bottino).
Intirizzisco se schiudono l'uscio,
ma qui la stufa borbotta tepente:
oh benedetto il mio piccolo guscio,
per me, nevata, sei tutta innocente!
Fa' il tuo mestiere: scendete, scendete,
leggiadri fiocchi danzanti nei cieli;
come perluccie coprite, pingete
i tetti, i tronchi, la mota e gli steli...
Della mia donna nel fervido cuore
aleggia sempre una brezza gentile,
e quando ricco il poeta è d'amore
anche il gennaio somiglia all'aprile.