Pallido fior del nordico paese,
vaga beltà della colonia inglese,
ben mi dicea quel tuo sguardo profondo
che ti chiamava a sé l'occulto mondo!
Quando, alla luce dell'allegra festa,
vidi brillar quella tua bionda testa,
e sui tesori del tuo petto ardente
piovean collane di perle d'Oriente,
e in una nebbia di candido velo
passavi come una figura in cielo,
presago cuor! sulle mie guancie smorte
sentir mi parve il soffio della morte!...
Oggi un amico mi venne a narrare:
“La giovinetta si è gettata in mare!”.
O giovinetta, la tua salma bianca
non cerchi il pescator di Villafranca,
né il canuto ministro in ginocchioni
insulti a Dio con flebili orazioni
per te che uccise l'infelice amore!
Oh già l'anima tua fatta è splendore,
e mentre chiede, in crocchio di sorelle,
le prime nuove alle vicine stelle,
levigato dall'onda cristallina
il tuo scheletro lento in mar declina,
per diventare in qualche algoso vallo
una nicchia di perle e di corallo.